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P2P eMule

Voglio scrivere questo articolo sul P2P per tantissimi motivi, ma ben precisamente per due in particolare: dire cos’è e quanto sia importante il p2p, e come alcuni lo accusano dannoso.

P2p significa peer-to-peer e vuole dire qualcosa come “da persona a persona”. E’ il nuovo mondo della condivisione dati, nato grazie alla rete. Ormai è la rete che ci offre queste bellissime esperienze, possiamo condividere tutto con pochi click, possiamo veramente avere libertà. Il p2p ha avuto un grande boom quando è nata la rete Napster realizzata da un ragazzo 18enne alla fine degli anni 90. Tramite il p2p vengono condivisi qualsiasi genere di file. Musica, foto, film, guide, libri, e quant’altro!

Personalmente ritengo che il p2p sia una delle più grandi idee e fonti di libertà che possiamo usufruire grazie alla rete. Un pò del nostro pc e anche degi altri, possiamo scambiar ei files che ci piacciono, è la condivisione che fa andare avanti.

Ci tengo a precisare una cosa, il p2p non è illegale. Anche se spesso ci sono cause ai server che permettono di condivider files, sappiate che questo non è per colpa del p2p. Quest’attività è mal menzionata dai tg, e dalle tv italiane, come del resto tutta la rete di internet, presa di mira dai giornalisti. Ma perchè? Perchè tramite il p2p stanno accadendo cose fantastiche. In tempo reale condivisione di video, musica, immagini, tv in diretta nel web. Perchè anche la rete è presa di mira dai media? Perchè la rete fa il vero giornalismo, se dici una sciocchezza mille persone ti sputtanano.

Il p2p non è illegale, può essere illegale la condivisione di files protetti da copyright. Ma in Italia tutti i media ne hanno fatto un sistema illegale, gli utilizzatori spacciati per pirati. Poi, vorrei sapere una cosa: in certi casi paghiamo il copyright, cioè i diritti d’autore, su qualche prodotto di cui l’autore non esiste più. Ma allora a chi cavolo paghiamo questo diritto d’autore? Sono quelle, le vere ruba soldi, le case discografiche che ci chiedono i soldi per prodotti che non sono loro.

Con quale coraggio diffamano il p2p e la rete? E’ semplice, la rete è vera, è cruda, è semplice, è diretta, e fa paura a gente come questa, a certi media e anche a certi politici.

Nonostante i molteplici controlli effettuati dalle autorità, ancora oggi milioni di utenti in Italia e nel mondo, praticano il p2p condividendo qualsiasi tipo di file. Per le autorità scambiare un file, vuol dire rubare qualcosa, se un ragazzo scarica una canzone rischia processi e carceri, e la gente che uccide o fa chissà quali attività, si ritrova spesso fuori in libertà dopo pochi giorni. Ora anche condividere è un crimine, un crimine grave quanto… Posso capire che si viola il copyright, ma.. chi non ha un CD masterizzato in casa propria, credo proprio 1 su 100000 ;)

Il P2p fa mostrare quanto è potente la rete, e quanto l’unione faccia la forza. Di certo però qualche aspetto è contraddittorio a quanto ho appena detto. Sarà anche un bene, ma abbusare di tutto fa sempre male. Attenzione, non instico nessuno a condividere files protetti da copyright poichè viviamo in un paese dove si deve rispettare. Lo stesso materiale protetto da copyright però, che secondo loro viene diffuso attraverso il P2P, può essere benissimo diffuso usando tecnologie diverse e molto spesso più efficaci. Basti pensare al protocollo FTP o ai canali IRC, ma anche ai Newsgroup e perché no anche sistemi di chat come ICQ potrebbero servire a distribuire lo stesso materiale. Anzi, volendo anche la posta elettronica può bastare.

Non dobbiamo mai permettere di distruggerlo, P2p è uno stile di vita, ci permette di essere parte integrante della rete, in modo facile e veloce, per scrivere, chattare, e scambiare files.

Ed ora ci provano anche con i farmaci. Sono solo dei malati di menti, a mettere a repentaglio la vita dei cittadini di tanti paesi del mondo. Questo serve per far capire quanto il mondo sia andato alla deriva. Riflettiamo un attimo, stiamo fermi e ci lasciamo adagiare dalle parole e dalle informazioni fittizie che ci mettono in bocca. Ci dicono che la vita è più scura, che la sicurezza c’è, che tutto è controllato, che l’economia va bene, che si danno da fare.. sono solo dei pagliacci! A chi mi riferisco? Beh a tutta a classe politica, ad esclusione di pochi, 1/100!

E’ una cosa vergognosa che il 10% dei farmaci nei paesi in via di sviluppo sia illegale, trafficato per solo denaro. Gli stupidi siamo anche noi, noi che li comperiamo. Se uno ne ha bisogno, ma se per un semplice prurito al sedere :D comperiamo un farmaco, stiamo buttando i nostri soldi al vento.

Dobbiamo aprire gli occhi, l’informazione del popolo italiano è sbagliato, molti credono che facendosi dei controlli periodici non saranno soggetti alle malattie. No, no e ancora no. Non dico di non controllare e avere cura della vostra salute, ma state attenti per  favore, non spendere il tempodella vostra vita e i vostri soldi tra medici e farmaci, a volte per cose banali.

Andate se avete di bisogno, controllatevi se destate sospsetti, chiedete sempre informazioni al vostro medico sui farmaci che prendere. Se vi cambiano farmaco, chiedete il perchè, il perchè è la ragione della vita. Dobbiamo capire che ormai il mondo è più marcio che buono, tutti pensano ai profitti, l’80% di quello che avviene nel mondo è per scopo di lucro, tutti tentano di rubare, le banche, i gestori telefonici, e via dicendo, ed ora? Ed ora anche con i farmaci!

Migliaia di persone sono morte per aver assunto farmaci indecenti, con ictus e infarti. Vi consigli questo sito dove trovare tutte le informazioni necessarie sui farmaci www.partecipasalute.it 

Negli ultimi vent’anni sono stato implementnti in commerci più di 3000 farmaci, e sapete quanti di questi hanno veramete introdotto una nuova terapia che prima non c’era per curare le malattie? Solo il 10% ciarca! Inoltre, guardando uno spettacolo del grande B. Grillo, ho scoperto di un nuovo farmaco: si chiama BlogBaster, o qualcosa simile, ed è un farmaco bellissimo a spry che serve per curare il diabete 2, che non è una malattia ritenuta grave, bensì un fattore di rischio! Bene, questo farmaco è stato lanciato in commercio per il solo fine di guagnare, infatti ha molte controindicazioni, quali? Devasta i polmoni, asmatci e fumatori, non possono prenderlo! In più devi farti ugualmente la puntura di insulina!

I controlli, dove cavolo sono i controlli nel nostro paese? Ci sono posti inaccessibili, che dovrebbero essere inaccessibili, e invece non lo sono. Servizi, traspori, traffico cibo e medicie, tutto sempre in deterioramnto, sempre con controlli poco efficaci.

Linux

E’ una lotta che come molti uteti linux già sanno, esiste da svariati anni. Parlo della lotta per ottenere i driver open source da integrare nel kernel del pinguino. Infatti all’inizio della settimana oltre 130 sviluppatori del kernel di Linux hanno firmato una lettera in cui definiscono i driver closed source “dannosi e sgraditi”.

“I moduli e i driver a codice chiuso vanno a detrimento degli utenti di Linux, delle imprese e del vasto ecosistema di Linux”, si legge nella missiva. “Tali moduli negano la libertà, la stabilità, la flessibilità e il livello di manutenzione permessi dal modello di sviluppo di Linux, impedendo agli utenti di avvalersi della competenza della comunità Linux. I produttori che forniscono moduli per il kernel closed source costringono i loro utenti a rinunciare ai principali benefici forniti da Linux e a rivolgersi ad altri produttori”.

A firmare la lettera sono stati anche soggetti di rilevante importanza nello sviluppo del kernel, come Andrew Morton, Marcelo Tosatti e Ingo Molnar, ma non Linus Torvalds. Quest’ultimo, come noto, lavora in seno a Linux Foundation, lo stesso consorzio non profit che ha deciso di appoggiare ed amplificare l’appello degli sviluppatori di Linux, pubblicandone la lettera e corredandola di questo Q&A.

“Il processo di revisione e riscrittura del codice dei moduli open source porta spesso ad una base di codice più snella, veloce e stabile di quella dell’originario modulo closed source”, si legge nel Q&A. “Ciò grazie all’esperienza degli sviluppatori del kernel di Linux e all’elevato numero di persone che ne vagliano il codice”.

Secondo Linux Fondation infatti, anche se molte aziende del settore lanciano i propri driver anche in maniera open source, c’è ancora un numero ristretto di esse che non lo fa. Tra i nomi di ques’ultime spicca quello di nVidia, che afferma, nonostante la lettera con tutte le spiegazioni e le firme, di non volerne sapere.

Infatti, nVidia afferma che i loro driver restano in release binarie perchè “contengono proprietà intellettuali che Nvidia desidera proteggere“.

E’ diversa la scelta di altre aziende, come AMD, VIA e Dell, che si sono, in tempi e modi diversi, impegnati nella lotta a favore dei developers di casa linux.

Da utente linux, ritengo che l’open source è fondamentale per la crescita, e il migliorameno del kernel, e di conseguenza del sistema. E’ anche vero, purtroppo, che aziende come la nVidia, che detengono una posizione rilevante nel mercato, nno voglio diffondere quello che definiscono le loro “proprietà intellettuali”. Che sia una scusa o no, il problema è ancora da risolvere.

Credo che magari, sarebbe opportuno pubblicare se non tutto, una parte del loro codice, per lo meno quello che ritengono meno sfavorevole per la protezione delle loro proprietà intelluali.

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